domenica 20 dicembre 2020

     A QUATTRO ANNI E MEZZO DALLA FINE DELLA 

RUBRICA RADIOFONICA...

    A DUE ANNI DALLA CHIUSURA DI RADIO TICINO PAVIA

    LA GRANDE GUERRA CONTINUA!





domenica 18 ottobre 2020

 


Un vecchio professore 

a un’allieva geometra 

che vuol fare la pettinatrice

(10 ottobre, memoria liturgica di San Daniele Comboni)





Gent.ma sig.na (…)

L’altro giorno ero supplente nella tua classe. Sì, sono rimasto senza la classe che ero più sicuro mi avrebbero lasciato portare avanti... Beh, insomma, mi dicono che dei compagni dell’anno scorso te ne andrai solo tu: parlano di un corso di pettinatrice o qualcosa di simile...

Mi spiace molto, una delle teste più brillanti...

Non conosco e non voglio mettere il naso nei motivi, ma credo che la tua scuola ci perda. Non so tu. Posso solo ricordarti quante cose possono trovarsi al seguito delle "arti" apprese da geometra: credo di aver sproloquiato un po' anche l'anno scorso su questo…

Oggi sul calendario trovo San Daniele Comboni: uno che 150 anni fa scommetteva sul Vangelo e sull'Africa, e in particolare sulle "arti" che voleva passare ad "artigiani" africani in Africa, con cui poi trasformare effettivamente l'Africa...

Cosa c'entra?! "Questo prof. è pazzo!" No. Proprio un po' di tempo in Africa a me ha insegnato quanto preziose possono essere le “quattro fesserie” (si fa per dire) apprese già in una seconda geometra…

Ad esempio, come piazzare un livello vicino a un pozzo e girare il suo cannocchiale intorno ci aiuti a decidere dove costruire un serbatoio, abbreviando di qualche settimana un lavoro essenziale per ridare l'acqua potabile a un paesello disperso nella savana. Perfino un livello e un misero geometra possono fare miracoli.

Spero che la vita non decida per te ma tu decida per la vita. Punto. Io non cancello ex alunni dai “Contatti”. La scuola è sempre là, al solito indirizzo, e il professore qua. Buon tutto.




martedì 16 luglio 2019

UNA CULTURA MOSTRUOSA

Il pavone nel prato ben curato della scuola paritaria, gli eroici giardinieri albanesi nei 35 °C del campo sportivo della scuola pubblica, mentre al di qua delle finestre va in scena la Maturità 2019, che forse passerà alla storia come “quella delle buste”. I “Millennials” veri e propri, quest’anno sono di scena loro, ragazzi e ragazze della classe 2000, si lanciano più o meno leggiadri in arditi collegamenti fra le materie, come vuole la nuova formula della prova orale, ma ciò che vedo fuori mi ricorda troppo la frase attribuita a San Tommaso d’Aquino: “Questa è una mela, chi non è d’accordo può andare via”. Eh no, caro Padre Tommaso! Questa ormai “è una mela” solo se è “biologica”, ecosostenibile, a km zero… altrimenti non è una mela ma un’arma ostile.

Anche i millennials ne sembrano convinti, ripetono i dubbi e gli arzigogoli appresi negli anni da maestri simpatici, competenti, ma altrettanto convinti nell’insegnare a ignorare le mele, per concentrarsi sui buchi dei vermi, l’unica realtà degna di essere considerata e studiata.



Un’altra ragazza bravina, candidata al “100”, ha appena terminato l’ennesima via crucis fra nichilismo e crisi delle certezze, dopo aver pescato dalla mitica “busta” non so se una foto del fungo atomico o qualche deprimente pensiero novecentesco, si alza, sfodera la sua “chiavetta” e ci proietta la presentazione delle esperienze di “Alternanza Scuola-Lavoro”: constato che non è ancora morta schiantata dalla crisi delle certezze e mi sfugge un: “Oh, finalmente!” Più tardi un bravo ragazzo dall’aspetto vagamente jovanottiano presenta la sua esperienza dello scorso anno in Burundi, col papà ed altri amici, a fare un rilievo topografico: ah, che risorsa la famiglia (per chi ce l’ha…)!
Una pausa, il tempo di invitare il jovanottino a non smarrire quella strada e di incoraggiare due ragazze penalizzate dagli scritti ad andare oltre il numerino che vedranno sul tabellone: non sarà certo valutata lì  la ricchezza interiore che hanno dimostrato nell’illustrare le esperienze svolte (lacrime al ricordo del reparto di Oncologia, fiducia nella giustizia - beata lei! – e conseguente scelta universitaria…)



Quindi è un diabolico slalom al contrario questo che “somministriamo” ai liceali: andare a incocciare tutti i “pali” che il Nulla ha posto sulla strada dell’Umanità prima ancora di averla assaporata, quella strada. O forse è come bromuro, gli diamo un sedativo velenoso per l’anima: “Non ne vale la pena, è tutta una finzione, concentrati sui particolari e trova soddisfazione in quelli” … Dativo, non ablativo… funzione continua, ma non derivabile… il latino del Vangelo non val la pena, tanto gli originali sono in greco… meglio studiare le porcate di Petronio che la redenzione di Agostino…

Poi la vita c’è, per fortuna, ma è tutta fuori. Resterà sempre, però, su ciò che “non abbiamo visto in classe” il marchio  di meno vero, con un grado inferiore di esistenza nel grande quadro della Cultura. Una cultura mostruosa.

venerdì 14 giugno 2019


Cammino e Preghiera di Riparazione per l’ostentazione dei peccati contro natura



Alla vigilia di Pentecoste, gruppi di persone marciano anche su Pavia, per affermare la propria “autonomia” dalla Natura, opera meravigliosa di Dio, e dal Creatore stesso, che ha sapientemente disposto la meravigliosa complementarietà fra uomo e donna, padre e madre, alla base della vita umana stessa e della formazione armoniosa di ogni essere umano. Questi affermano invece un’altra “legge”, che insegna perfino ai bambini la confusione, il "ricrearci a nostra immagine e somiglianza", fino all’abitudine all'orrore, il soddisfare istinti di “genitorialità” che non vengono certo da Dio, fino a fabbricare figli in provetta e a commerciarli.


Lungi dal rassegnarci, anche quest'anno pregheremo una semplice, discreta, ma forte ed efficace preghiera di riparazione. Mentre il male si diffonde, tracceremo su Pavia un segno di Croce, coi nostri passi e con le nostre preghiere, in Riparazione al Sacro Cuore di Gesù, al Cuore Immacolato di Maria e per amore ai nostri fratelli, una preghiera che nella Pentecoste sarà anche accorata invocazione allo Spirito Santo per l’effusione dei Suoi Sette Santi Doni.

DOMENICA DI PENTECOSTE, 9 GIUGNO, a 24 ore dall’ evento omosessista, partendo contemporaneamente da quattro diversi punti della città reciteremo il Santo Rosario, toccando 9 chiese cittadine, per concludere nella Cattedrale con l’Atto di Riparazione e la recita, insieme al resto della comunità cristiana, dei Secondi Vespri di Pentecoste. Con questo gesto intendiamo unirci al fiume di preghiera fervorosa di riparazione per i peccati nostri e di tutti, in particolare quelli ostentati pubblicamente, che percorre, in questo mese dedicato al Sacro Cuore, le nostre città. Non ci “contrapponiamo” ai silenzi e alle omissioni di chi sarebbe chiamato a proporre ai fedeli cattolici questi gesti. Non è nel nostro stile stare fuori dalle chiese, ma compiere con umiltà e fermezza queste azioni, che la Dottrina Cattolica prevede e promuove.

Ci accompagni la Beata Veronica da Binasco, umile donna orante che seppe al suo tempo richiamare   le pubbliche autorità a operare per il bene e non per il peccato.