domenica 17 dicembre 2017

Approvata la legge che apre all’eutanasia
Dichiarazione dell’Arcivescovo Giampaolo Crepaldi
 Giovedì scorso 14 dicembre il Parlamento italiano ha approvato la legge cosiddetta sulle DAT che apre all’eutanasia, persino in forme più accentuate che in altri Paesi. Durante la fase della discussione in Parlamento e nel Paese anche io, come vescovo e come presidente dell’Osservatorio Cardinale Van Thuân, ero intervenuto, insieme ad altri, come per esempio il Centro Studi Rosario Livatino, per mettere in evidenza la gravità del contenuto di questo testo di legge. Purtroppo ha prevalso un’ideologia libertaria e, in definitiva, nichilista, espressa in coscienza da tanti parlamentari. Così l’Italia va incontro ad un futuro buio fondato su una libertà estenuata e priva di speranza. Questa legge si aggiunge ad altre approvate in questa triste legislatura che hanno allontanato la nostra legislazione sulla vita e sulla famiglia dalla norma oggettiva della legge morale naturale che è inscritta nei nostri cuori, ma che spesso i piccoli o grandi interessi di parte e le deformazioni dell’intelligenza nascondono agli uomini. Coloro che con grande impegno stanno smantellando per via legislativa i principi della legge morale naturale, che per il credente è il linguaggio del Creatore, non sono però in grado di dirci con cosa intendano sostituirne gli effetti di coesione sociale in vista di fini comuni. La libertà intesa come autodeterminazione, che questa legge afferma ed assolutizza, non è in grado di tenere insieme niente e nessuno, nemmeno l’individuo con se stesso.
Preoccupa molto che in questa legislatura leggi così negative siano state approvate in un contesto di notevole indifferenza. Esprimo il mio compiacimento e sostegno per tutti coloro che si sono mobilitati, con la parola, gli scritti ed anche con le manifestazioni esterne, per condurre questa lotta per il bene dell’uomo. Devo però anche constatare che molti altri avrebbero dovuto e potuto farlo. Questa mia osservazione vale anche per il mondo cattolico. Ampie sue componenti si sono sottratte all’impegno a difesa di valori così fondamentali per la dignità della persona, timorose, forse, di creare in questo modo muri piuttosto che ponti. Ma i ponti non fondati sulla verità non reggono.
In momenti come questo può prevalere un sentimento di scoraggiamento. E’ comprensibile. Tutto si paga in questa vita e le pessime leggi approvate produrranno sofferenza e ingiustizia sulla carne delle persone. Si ha l’impressione di doversi ormai impegnare per ricostruire dalle basi un alfabeto che è stato disarticolato. Nel contempo, occorre anche ricordare che la storia rimane sempre aperta a nuovi percorsi e soluzioni e che nella storia ci si offrono sempre nuove possibilità di recupero e di riscatto. Recupero e riscatto che non ripagheranno, umanamente parlando, le ingiustizie provocate e subite, ma che permetteranno di non consentirne di nuove. Non dimentichiamo che c’è la storia, ma anche il Signore della storia. In Lui confidiamo per essere pronti alle nuove occasioni che Egli ci metterà davanti.
+ Giampaolo Crepaldi

lunedì 13 novembre 2017

Alla Direzione Nazionale dell'AGESCI

Spettabile Direzione Nazionale AGESCI
 Sono padre di 6 (sei) scout, che negli ultimi undici anni si sono avvicendati nelle varie branche del Pavia4. Vi scrivo avendo appreso la notizia che il sig. Marco Di Just è stato riconfermato fra i responsabili del reparto dello Staranzano1. Non occorre  richiamare i contorni della vicenda, che certo conoscete benissimo, nonostante il Vostro atteggiamento evasivo e pilatesco rispetto alle gravissime violazioni del patto associativo e dell'ispirazione cattolica dell'Associazione perpetrate nel gruppo goriziano. Non vale giustificarsi dietro le indicazioni ambigue o latitanti di pastori più preoccupati delle critiche del padrone del mondo che della Legge di Dio. La moneta con cui paga quel padrone è nota, e mai il misericordiosissimo Figlio di Dio usò espressioni più dure che contro chi "scandalizza uno solo di questi piccoli".  Viene il giudizio di Dio, anche quando quello degli uomini per timore o ignavia latita. Ciò vale per il sig. Di Just, per i suoi responsabili e per voi stessi. Che Dio vi illumini.