sabato 25 aprile 2015


Varzi...

Cittadini di Varzi ! 
GRAZIE per questo 25 APRILE !
70 anni da quella primavera, ed è con grandissima gioia che sono qui e vi porto il saluto dell’Associazione Partigiani Cristiani, per ricordare, con voi, di più, per far rivivere in noi quella primavera dei nostri padri, dei nostri nonni.
Grazie, partigiani, grazie, figli e nipoti di partigiani, grazie, bella e gloriosa Varzi, che il 17 marzo 1945 veniva già sgombrata definitivamente dai nazifascisti, oltre un mese prima dell’insurrezione generale, dopo le vittoriose battaglie dell’11 e 12 marzo, e dopo che nell’autunno del 1944 la prima liberazione aveva fatto pregustare per poco la vita nuova. Partigiani giovani, giovanissimi e adulti, come il mitico comandante Primula Rossa, Angelo Ansaldi, che dopo aver partecipato alle vittoriose azioni che portarono alla liberazione di Varzi, ferito gravemente e amputato durante il drammatico ripiegamento invernale, volle tornare a combattere e a partecipare alla liberazione definitiva.
Tanti giovani di allora non sono diventati né padri né nonni perché noi lo potessimo essere in serenità. Non possiamo dimenticare, tanto meno accomunarli nella memoria con i loro carnefici! Dai giovanissimi partigiani di Varzi e dintorni Casotti e Togni, ai sacerdoti come Don Chigini e Don Ciparelli, solo alcuni nomi in un lunghissimo elenco che in Italia, in Europa ha segnato la riconquista della libertà dei popoli e delle nazioni.

<<...2.483 i dipendenti intervistati, tutti concordi nel dire una cosa sola ovvero che i fedeli han sempre più paura di esprimere le proprie convinzioni sul posto di lavoro. Farlo significa nella migliore delle ipotesi essere derisi, nella peggiore essere penalizzati in termini di salario o di carriera, quando non addirittura licenziati. Il caso delle ostetriche cattoliche scozzesi, obbligate nel dicembre scorso dalla Corte Suprema britannica a supervisionare gli aborti effettuati pena la perdita del posto, ne è solo un caso. La loro obiezione di coscienza venne interpretata dai giudici come un elemento comprovante la loro fede e quindi punita ...>>

Queste però non sono cronache dell'Europa sotto il tacco di Hitler e Mussolini, sono cronache di oggi, nella civilissima e democraticissima Europa. Cosa accade ?! Accade che ancora qualcuno CI IMPONE IDEOLOGIE DI MORTE e non può farlo se non con la violenza, ideologica, politica e pratica, discriminando e vessando gli avversari, magari con la scusa di lottare contro le discriminazioni!
Il relativismo ci porta ad abissi peggiori del nazismo e dello stalinismo: se non c'è una verità per tutti, chi difenderà me dal tuo arbitrio e te dal mio ?!

Gli uomini, i ragazzi del 25 aprile, persone comuni diventate eroi, furono uomini che l’8 settembre 1943, mentre l’Italia veniva sbranata nel vuoto di potere, fra irresponsabilità e opportunismi, sentirono nella loro anima che una verità c'era, e non era quella della propaganda martellante.
Anche oggi ci vuole un soprassalto di serietà, di responsabilità, di fronte alle sfide interne, europee e mondiali, contro il dominio della speculazione finanziaria sul lavoro, dell'arrivismo sulla buona politica, contro la tirannia di un relativismo di corto respiro che stravolge il senso della vita, della famiglia, dei figli, sterminando i più piccoli e i più deboli, quelli che non gridano ma il cui silenzio dobbiamo ascoltare.
La libertà non è mai acquisita per sempre, quando sfocia nell’arbitrio ridiventa tirannia. I valori scritti nella Costituzione a difesa dei più deboli rischiano ormai di essere stravolti perché nella legge dell’arbitrio il più forte si difende e si afferma, e il più debole, il più povero, il più solo o malato tace e soccombe.
Il 25 aprile, allora non è una commemorazione, E' LA LOTTA DI OGGI, è severa scuola di valori e doveri, che i nostri padri hanno vissuto pagando di persona e che dobbiamo passare ai nostri figli.
Passano le ideologie di morte, passano le mode, passano gli agitatori delle piazze e i carnefici dei popoli. GLI UOMINI LIBERI RESTANO. E anche noi vogliamo imparare dai partigiani a essere uomini liberi !
E’ festa della risurrezione nazionale, è la memoria di un’impari lotta, di tremendi sacrifici, di una grande vittoria! VIVA I COMBATTENTI PER LA LIBERTA’, VIVA LA LIBERAZIONE!
Marco Crevani (A.P.C.) 25 aprile 2015


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